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San Pantaleone Martire (+ 305 ca.) – festa: 27 luglio
- Patrono principale della Diocesi -


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Pantaleone (in tutto simile al leone), visse e subì il martirio nella città di Nicomedia, in Bitinia. Medico alla corte  imperiale, convertito al cristianesimo dal sacerdote Ermolao, fu denunciato dai suoi colleghi all’imperatore Diocleziano, che lo fece decapitare dopo atroci torture il 27 luglio del 305. Il culto in suo onore si diffuse sia in oriente sia in occidente. Nel medioevo fu annoverato tra i quattordici Santi ausiliatori.
In oriente è venerato come uno dei medici anàrgiri (che esercitavano la professione senza compenso) ed è conosciuto con il nome di Pantaleemon (tutto misericordia), nome che lo stesso Cristo gli avrebbe dato durante la passione, per il generoso perdono offerto ai suoi torturatori. A lui è intitolata la chiesa principale del Monte Athos.          
   A Vallo della Lucania la devozione per il Santo Medico e Martire fu certamente introdotta dai monaci basiliani del monastero di S. Maria di Pattano. Con l’erezione della Diocesi nel 1851, S. Pantaleone ne divenne il protettore principale, e la sua chiesa di Vallo della Lucania fu elevata a Cattedrale. In essa è custodito il busto reliquiario ligneo, rivestito di argento, e la reliquia del Sangue, prelevato dall’ampolla conservata nel Duomo di Ravello.
La solennità liturgica di S. Pantaleone ricorre il 27 luglio, anniversario del suo martirio, mentre la festa della traslazione della reliquia del Sangue si celebra la penultima domenica dell’anno liturgico.


San Costabile Abate (+ 1124) – festa: 17 febbraio
- Patrono secondario della Diocesi -
      

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Costabile (costante, stabile) è l’unico Santo cilentano il cui culto è stato riconosciuto dal Papa Leone XIII nel 1893. Nato nella contrada Tresìno (oggi nel comune di Castellabate) nel 1064, entrò nel monastero benedettino di Cava De’ Tirreni all’età di 7 anni per dedicarsi al servizio divino sotto la guida dell’abate S. Leone (1123). Alla morte dell’abate San Pietro (1123) di cui era stato coadiutore, assunse il governo della badia come quarto successore del fondatore Sant’Alferio. Nel breve periodo del suo governo iniziò la costruzione di un castello a difesa delle popolazioni cilentane, intorno al quale si sviluppò il centro abitato di Castellabate, di cui è protettore. Esempio di mitezza, di purezza, di umiltà e di amorevole carità e comprensione verso i confratelli, morì improvvisamente il 17 febbraio 1124 e  fu sepolto nella grotta Arsicia, accanto ai suoi predecessori, dove ancora oggi riposa.
Il comune di Castellabate, che lo riconosce suo fondatore, lo venera come celeste protettore e ne custodisce le immagini e le reliquie nella Basilica Minore Collegiata di S. Maria Assunta.
Fu nominato Patrono Secondario della Diocesi di Vallo della Lucania nel 1979, alcuni anni dopo il passaggio di quindici Parrocchie cilentane dalla Badia di Cava De’ Tirreni alla Diocesi.

A cura di Don Aniello Adinolfi,
Vicedirettore dell’archivio storico diocesano
           

 

 
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