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PROGETTO ORATORIO

     «Se l'Oratorio, in passato era, di fatto, la struttura, attraverso la quale le Parrocchie o altri soggetti educativi intrattenevano i ragazzi, per impegnarli ed educarli nel contesto di un'adesione alla fede data per scontata, oggi non è più così. Non sempre il ragazzo che l'educatore contatta negli spazi della pastorale giovanile ha alle spalle una famiglia credente. Ciò significa che l'educatore e le strutture preposte all'educazione nel loro complesso debbono porre in primo piano la "sfida" della "nuova evangelizzazione". Ma questo è lo stesso obiettivo che deve orientare l'intera comunità cristiana; è l'orizzonte nuovo che deve ispirare ogni settore dell'agire ecclesiale; è la questione centrale per la Parrocchia, che è chiamata a rendere praticabile per tutti la possibilità di ·divenire cristiani». L'Oratorio, almeno a livello parrocchiale, non è più una realtà fine a se stessa, è diventata una questione dell'intera comunità. È il comune orizzonte della priorità dell'evangelizzazione che offre solide basi a questa scelta, perché la pastorale giovanile, anche nel contesto di un Oratorio ben strutturato con una sua identità, deve poter usufruire delle risorse che fondano la missione evangelizzatrice: in particolare 1'Eucaristia e il "dinamismo funzionante" dell'intera Chiesa che vive in un territorio·. (intervento di S.E. Mons. Vecchi, al Corso Oratorio 2000, Bologna 1999) «È una comunità che educa all'integrazione fede-vita, grazie al servizio di una comunità di educatori, in comunione di responsabilità e di collaborazione con tutti gli adulti. I1 metodo dell'Oratorio (o il suo stile) è quello della animazione, che consiste nel chiamare i ragazzi a partecipare a proposte educative che partano dai loro interessi o dai loro bisogni». (Diocesi di Milano, Sinodo 474 Centro Ambrosiano, Milano 1 995, n. 218) «Vi dico perciò: ai crocicchi in cui si intersecano i tanti sentieri delle vostre giornate, interrogatevi sul valore di verità di ogni vostra scelta. Può succedere, talora, che la decisione sia difficile e dura, e che la tentazione del cedimento si faccia insistente. Capitò già ai discepoli di Gesù, perché il mondo è pieno di strade comode e invitanti, strade in discesa che s'immergono nell'ombra della valle, dove l'orizzonte si fa sempre più ristretto e soffocante. Gesù vi propone una strada in salita, che è fatica percorrere, ma che permette all'occhio e al cuore di spaziare su orizzonti sempre più vasti. A voi la scelta: lasciarvi scivolare in basso verso le valli di un piatto conformismo o affrontare la fatica dell'ascesa verso le vette su cui si respira l'aria pura della verità, della bontà, dell'amore·.(Giovanni Paolo II, Omelie e discorsi. 23° Congresso Eucaristico Nazionale, Bologna 20-28 settembre 1997, Elle Di Ci, 1997)  Mi sembrava importante iniziare con questi discorsi, pronunciati in varie occasioni, perché mettono bene in risalto le radici e la finalità del “progetto Oratorio”: offrire Gesù come modello di vita. L’oratorio deve essere anzitutto una proposta educativa per la vita, che non esclude ma contiene e propone tutti gli aspetti che della vita fanno parte: religione, cultura, scuola, educazione, sport, gioco, amicizia. Tutte queste infatti sono strade privilegiate che possono portare all’incontro con un nuovo amico : Gesù!. Perché quindi è utile e necessaria la presenza dell’oratorio? Cerchiamo una risposta…. Perché l'oratorio è il luogo fisico nel quale incontrare ragazzi e giovani rendendo la   parrocchia ·interessante», non solo nelle attrazioni ma soprattutto nell'aria che si respira. Perché l'oratorio è un luogo di forte corresponsabilità di tutta la comunità cristiana ed è strumento di missione educativa.Perché l'oratorio avvicina i ragazzi e i giovani, attraverso tutte le attività ·da cortile·, stimolandoli nella formazione e nella catechesi.Perché l'oratorio orienta la vita accompagnando alla scoperta di una propria vocazione, insegna a mettere i propri doni al servizio di tutti, aiuta a voler bene ·sempre· senza pregiudizi, educa al senso della comunità e della condivisione.Perché l'oratorio, per funzionare, ha bisogno di un progetto e di un itinerario preciso ben radicato nella realtà parrocchiale che costringe tutti a mettersi in gioco. Perché l'oratorio cerca di dare risposte alle domande in genere poco chiare o provocatorie dei ragazzi e dei giovani tentando di entrare nel profondo del loro cuore. Perché l'oratorio è fantasia e creatività nel coinvolgere, nel valorizzare l'ordinarietà di tutti i giorni. Perché l'oratorio, attraverso la testimonianza degli educatori, fa percepire cammini permanenti di fede adulta, non solo possibili ma gioiosi.Perché l'oratorio è un luogo per far conoscere e sperimentare la direzione spirituale, facendo diventare Gesù il «vero punto di riferimento, liberando tutte le potenzialità di accoglienza e di adesione a Lui. Perché l'oratorio è esaltante. ·Mentre il mondo riduce in tutti il desiderio dell'incontro con Cristo lo esalta!·. E l'oratorio può aiutare questo incontro trasformante e rinnovatore.  DALLA TEORIA ALLA PRATICA… Concretamente l’oratorio si dovrebbe svolgere nei fine settimana concentrando le attività prettamente il sabato pomeriggio e la domenica mattina.Importante è trovare un accordo con le parrocchie affinché altre attività non impediscano la partecipazione dei ragazzi all’oratorio, come per esempio può avvenire con Catechismo o Azione Cattolica. Per evitare un accavallamento delle attività è auspicabile un coordinamento o, ipotesi più plausibile, un accorpamento delle attività.Si eviterebbe in questo modo uno spreco di energie e una frantumazione delle attività che andrebbe a scapito della qualità delle stesse. Inoltre si offrirebbe ai ragazzi un’unica ed efficace occasione di incontro. Per fare ciò l’unica soluzione è unire le forze in gioco!L’attività si suddivide in due aree, distinte ma collegate per tempi e finalità: educazione e svago.La prima comprende la catechesi (catechismo, incontri biblici, preparazione alla Messa domenicale) e varie discipline quali la formazione artistica (pittura, disegno, musica , canto, danza) e culturale (cineforum, discoforum).La seconda comprende attività ludiche (giochi di gruppo) e sportive (calcio, basket, pallavolo, tennis).È indispensabile comprendere che tutte queste attività formano l’unico oratorio altrimenti si corre il rischio di diventare solamente una scuola di catechesi o peggio una succursale di un centro sportivo.L’oratorio intende offrire una educazione a trecentosessanta gradi che tenga conto della crescita nella fede e delle componenti psico-sociali del ragazzo investendo sulle attitudini di ognuno.Una considerazione particolare la si deve a tutte le persone che dovranno e vorranno collaborare a questo progetto: gli educatori.Devono essere persone motivate e disposte a seguire un progetto definito sin dall’inizio. Occorre formare un gruppo coeso e disposto ad accettare la “sfida” sino in fondo, capace di mettersi in gioco e con la voglia di imparare da questa esperienza. Mi sembra anche una buona occasione per coinvolgere giovani laici per avvicinarli ad un cammino più impegnato nella Chiesa.Abbiamo quindi individuato le tre grandi aree nelle quali lavorare:- la catechesi per la quale propongo due strade. La prima è quella di svolgere l’attività di catechesi all’interno dell’oratorio, ogni gruppo con i propri catechisti della Parrocchia.La seconda è affiancare alla normale attività di catechismo svolta in Parrocchia un percorso biblico affrontando per tutto l’anno un tema particolare (personaggio biblico o un particolare libro della bibbia). - la cultura per la quale si possono svolgere delle attività di cineforum scegliendo film di animazione con temi particolari. Inoltre bisogna creare dei laboratori di pittura, disegno, musica, danza, chiamando collaborare della persone esperte e preparate. - il gioco per il quale si possono organizzare tornei, giochi di gruppo, giochi a tema con lo scopo di educare ad una sana competizione ed allo spirito di collaborazione. RICHIESTEFondamentalmente le richieste si riducono a tre:a)       persone motivate disposte a seguire il cammino durante tutto l’anno;b)       gli spazi del seminario per poter svolgere tutte le attività programmate;c)       aiuto economico per acquistare il materiale necessario per le attività (films, palloni, sussidi, materiale di cancelleria). PROGRAMMA TIPODal Lunedì al Venerdì organizzare vari momenti nei quali svolgere le attività culturali quali il disegno, la pittura, la musica, ecc.Il Sabato pomeriggio iniziare con il momento di catechesi per poi spostarsi sui campi per i giochi o nelle sale per l’eventuale cineforum. Sempre il Sabato sarebbe necessario trovare del tempo per preparare la S.Messa della Domenica nella Cappella del Seminario.La Domenica mattina partecipare alla S.Messa e poi ritrovarsi per i giochi sul campo.    Dalle Memorie di San Giovanni Bosco:“Si vede tra una turba di ragazzi che giocano, gridano, bestemmiano. Lui alza i pugni contro i bestemmiatori, ma gli appare un Signore maestoso che lo invita a non usare violenza e gli da come Maestra una donna luminosa che lo invita a diventare umile, forte e robusto per realizzare ciò che sta vedendo: i ragazzi si sono mutati in animali selvatici, ma intorno a quella Signora diventano pacifici agnelli”. Questo sogno rimane sempre il punto fondamentale per capire lo spirito e l’oratorio di Don Bosco.

 

      
    
      
    

 

 
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